Archivio Diocesano di Conversano
  NUOVO nella sezione multimedia Conversano - Musiche inedite di Mimmo Fanelli - Antichi matrimoni 1590-1860  
   
 
 

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mercoledì 7 gennaio 2009

RITROVATE 7 PERGAMENE

Dopo lungo e imprecisato tempo (un cinquantennio o forse più) sono state ritrovate e riacquisite all’ADC le seguenti 7 pergamene:

  1. dicembre 1171 (1272), pubblicata nel Chartularium di Morea (n. 122, pp. 235-240) e nel Codice Diplomatico Pugliese XX a cura del Coniglio (n. 126, pp. 263-266);
  2. 18 maggio 1268, pubblicata nel Codice Diplomatico Barese XVII a cura del Muciaccia (n. 9, pp. 12-13);
  3. 1° maggio 1272, Muciaccia n. 17, pp. 22-23;
  4. 28 febbraio 1283, Muciaccia n. 30, pp. 48-50;
  5. 26 ottobre 1289 (1290), inedita;
  6. 15 luglio 1409, Muciaccia n. 163, pp. 276-277 (solo regesto);
  7. 25 settembre 1663, inedita e mutila.


I condirettori.
(Angelo Fanelli e Vito Castiglione)

Per chi voglia avere il piacere di conoscerne il contenuto, buona breve lettura di seguito:
  1. A Castellana, , la chiesa semidiruta dedicata a S. Magno è in rovina (semidiruta). . L’abate benedettino Eustasio concede in enfiteusi le terre intorno a questa chiesa a due otrantini, Nicola e Casta, con l’obbligo, tra le altre clausole, che essi ricostruiscano la chiesa e paghino ogni anno la decima di quanto raccoglieranno.
  2. Dameta , badessa del monastero di S. Benedetto di Conversano, fa redigere in forma pubblica dal notaio Tibero lo strumento rogato da notar Stefano il 18 febbraio 1230, in cui Nicola Rubeo, figlio di Ioannaccaro di Castellana, con il consenso e la presenza di sua moglie Saracena, dona al monastero benedettino numerosi suoi immobili urbani e fondiari, riservandosi l’usufrutto, e nel caso di vendita da parte del monastero esso era obbligato a soccorrerlo nelle sue necessità.
  3. I fratelli Bisanzio e Letizia di Conversano dividono in parti uguali i loro beni comuni costituiti da 2 chiusure di vigne, una cocevola e un pozzo siti nell’agro conversanese Marsineano, e da una terra incolta.
  4. Isabella, badessa del monastero di S. Benedetto di Conversano, chiede al notaio Giovanni de Marino di Monopoli, copia pubblica e autentica dello strumento rogato dal notaio Maraldizzo il 23 ottobre 1186, in cui veniva concessa all’abate benedettino Lorenzo una casa sita in Monopoli.
  5. In questa pergamena inedita Isabella, badessa del monastero di S. Benedetto di Conversano, concede per un anno un oliveto di proprietà del monastero, chiedendo in cambio 262 quarte di olio.
  6. Stefano Trottulo di Conversano, trovandosi infermo, fa redigere dal notaio Francesco de Melis il suo testamento, in cui nomina eredi il fratello Montello e il suo figliastro Giacomo; inoltre assegna al vescovo 1 tarì e lo nomina esecutore testamentario; chiede di essere sepolto nella cattedrale con numerose elargizioni in denaro e disposizioni, tra cui che ogni prete nel giorno della sua morte indossi la pelliccia (ossia la cappa magna). “Tutto insieme il documento acquista una certa importanza per le parole dialettali che si riscontrano e per gli usi funebri della città di Conversano” (Muciaccia).
  7. Il notaio Nicola Francesco Brocca di Acquaviva, abitante a Rutigliano, procede alla “riassunzione” dello strumento rogato dal defunto notaio Eugenio Saladino di Rutigliano e rimasto imbreviato, concernente un contratto censuale tra i rutiglianesi Nardo Maria de Riccardis da una parte e Isabella Molignano, vedova del dottore in utroque Adriano Poli, e suo figlio Giuseppe Carlo Poli, chierico dall’altra.

 
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